mercoledì 13 maggio 2015

Intervista a Maristella De Marchi

In collaborazione con il prof. Claudio Pasqua dell'Accademia Telematica Europea abbiamo realizzato l'intervista alla Sig.ra Maristella De Marchi di EMOZIONI OLFATTIVE.

Nonostante i suoi mille impegni con molta gentilezza e professionalità ha collaborato nel rispondere alle nostre domande.
E' un mondo in piena evoluzione quella del marketing olfattivo, ci regala sempre notizie nuove seguite da studi scientifici da tutto il mondo.






DOMANDE


1) Cos’è che l’ha portata a intraprendere questo percorso?

Sono sempre stata affascinata dal mondo dei profumi, la mia passione e la mia curiosità mi hanno portato ad indagare i metodi che permettono di utilizzare la comunicazione sensoriale per instaurare un legame sensoriale deciso, amplificando, al tempo stesso, gli stimoli visivi e sonori circostanti. Sono riuscita a far diventare la mia passione un lavoro perché il marketing olfattivo si sta imponendo come nuovo strumento della comunicazione commerciale. 


2) State seguendo i sviluppi dei brevetti che riguardano il mondo virtuale?

È tra i nostri obiettivi. Del resto sappiamo bene quanto sia forte il legame fra olfatto e memoria.
Da uno studio della Brown University di Providence, è risultato che i ricordi innescati dagli odori sono molto più intensi ed emotivi di quelli stimolati dalla vista o dall'udito.
Sono sotto studio dei device che permettono di inviare messaggi olfattivi “istantaneamente e in tutto il mondo”.
Uno di questi progetti è condotto dal professor David Edwards e dai suoi studenti di Havard Rachel Field e Amy Yin, in collaborazione con tutto lo staff di Le Laboratoire, “un centro di arte contemporanea e design nel cuore di Parigi dove artisti e designer sperimentano alle frontiere della scienza”, fondato dallo stesso Edwards.
Il dispositivo, che si chiama oPhone, utilizza una serie di cartucce, chiamate oChip, ognuna in grado di produrre centinaia di aromi. Una volta installata la cartuccia sull’iPhone, attraverso oTrack, una app connessa via Bluetooth, si può inviare un aroma con la semplice pressione di un tasto.

Quando pensiamo a quanto sia importante l’olfatto in ogni tipo di comunicazione, rimaniamo stupiti che nessuno ci abbia pensato prima e che tuttora sia assente nella comunicazione digitale, ed è questa la molla che ci spinge a sperimentare.


3) Come si arriva alla scelta della fragranza da associare ai vari settori, e quante prove si fanno in media per definire quello giusto?

La giusta fragranza si sceglie su un certo numero di fragranze già studiate per quella tipologia di cliente. I fattori variabili sono: la tipologia dell'attività, la tipologia della clientela e la filosofia aziendale. L'odore può diventare logo olfattivo di un'azienda o di un prodotto, e il suo riconoscimento è sempre legato al livello emozionale. La fragranza viene realizzata da olii essenziali naturali in base alcolica, che danno stimolazioni piacevoli. Si tratta di un lungo lavoro di ricerca.


4) Com’è cambiato nel tempo l’atteggiamento delle imprese nei confronti del marketing olfattivo.

Le imprese adesso quando si parla di marketing olfattivo rimangono meno stupite e sono più  consapevoli del forte messaggio emozionale che può  dare la diffusione di una buona fragranza.  Si possono trarre grandi vantaggi dall'uso di questo tipo di strategie. Basti pensare che gli odori restano impressi nel cervello umano molto a lungo, a differenza di immagini e suoni. E sono profondamente intrecciati con le emozioni provate quando li abbiamo sentiti la prima volta.


5) I suoi obbiettivi futuri.

L'obiettivo è quello di comunicare il più possibile il concetto che attraverso una diffusione olfattiva si crea un legame emozionale indelebile che resterà  per sempre. Per questo è molto importante anche il ruolo della divulgazione scientifica che in aiuto al marketing può formare persone consapevoli delle qualità e dell'importanza dell'effetto olfattivo nella percezione di un brand.


Maristella De Marchi
Consulente olfattiva